La scelta di un approccio formativo originale ed efficace: "L’autoformazione"




“Insegnami il mio, non il tuo linguaggio.
Insegnategli il loro, non il vostro linguaggio.
Insegnateci il nostro, non il vostro o il loro linguaggio.”

Brun, 1986

In queste parole di BRUN è sintetizzato il senso e la sfida di questo percorso triennale di formazione.
Siamo convinti da sempre che la psicomotricità, così come la formazione, è una vera “avventura di viaggiatori”. Perché il viaggiatore non è chi ama i viaggi restando attaccato alla sua terra; il viaggiatore è un uomo che si risolve nel movimento continuo, nello sforzo ininterrotto di liberarsi da ogni legame interiore ed esteriore, trovando la propria stabilità nella continua trasformazione.
Per questo il segreto e il valore della scuola triennale vuole essere, e sarà, in parallelo ai diversi contributi teorici, l’autoformazione individuale e di gruppo.
L’autoformazione, infatti, sarà la modalità che permetterà a tutti, e a ciascun allievo/a, di ritrovare la propria fiducia nell’essere costruttore del proprio sapere. E questo ci permetterà di “attraversare il bosco di notte”.
“Attraversare il bosco di notte significa andare là dove la paura non ci farebbe andare; significa incontrare aspetti sconosciuti ma anche agognati e radicati dentro di noi”; e l’autoformazione, proprio come “attraversare il bosco di notte”, può significare trovarci d’improvviso di fronte a domande non scontate. Attraversare il bosco di notte, in fondo, dietro l’incontro con la paura, con l’ignoto, non significa altro che “guardarsi dentro”, utilizzare spazi e volti sconosciuti per provare l’ebbrezza e lo stordimento del perdersi nell’ignoto per potersi ritrovare. E poter tornare a casa con nuove consapevolezze di sé.
Siamo convinti che la vera formazione non sia “dare forma” ma “emergenza di forma”, vale a dire creare condizioni perché ciascuno possa trovare il filo della sua storia e – fiduciosamente – porlo in connessione con altri fili. Da questo intreccio nessuno potrà mai disegnare in anticipo il tessuto che ne uscirà, nessuno potrà mai prevedere quale nuova storia si scriverà.
La vera formazione, infatti, non è accumulare informazioni, acquisire certezze, conquistare competenze per restarne schiavi e prigionieri. In altra direzione di senso, è una formazione che crea condizioni perché ciascuno possa elaborare il suo modo di cercare e utilizzare informazioni, crea condizioni perché ciascuno sappia convivere con l’incertezza e la responsabilità, perché ciascuno sia un po’ più libero.
E il cuore dell’autoformazione è quello di osare, di fare nessi anche audaci, inesplorati, di osare dare senso, assumersi la responsabilità di catene di senso. Perché è vero, come dice U.Galimberti, che “ la nostra libertà di scelta non è tra le cose, ma tra i significati che noi diamo alle cose, per cui noi siamo liberi perché siamo donatori di senso e perché scegliamo in base al senso che diamo.”
Riteniamo, infatti, che porsi domande, aprire porte, superare barriere che limitano e che impediscono la relazione e la comunicazione vera, saporita, coinvolgente, è l’esercizio quotidiano dello psicomotricista, ma soprattutto il segreto affascinante della formazione vera quella che cambia la vita e il nostro rapporto con la conoscenza.
Occorre riappropriarci della fiducia di saper costruire le condizioni per poter continuare ad apprendere. Perché il problema vero non è quanto poco o tanto io ho appreso, posso sempre rimediare. A ben altro livello di significato, il problema è se la formazione è capace di restituirmi la fiducia che io posso autonomamente apprendere, autonomamente cambiare...
Autoformazione quindi come “Costruzione” che si può definire ( in senso piagettiano ) organizzazione del mondo tramite la nostra organizzazione. E che valorizza la capacità di rimanere ingenui, di sapersi stupire e meravigliare. E portarsi in tasca tanti sassolini, per non aver paura di perdersi nel bosco. E, in ogni momento, poter tornare a casa, tra luoghi e volti che non c’è bisogno di riconoscere perché dicono di noi e delle nostre nostalgie di futuro.
Autoformazione per tenerci strette le mille risorse che non sappiamo di avere, che si perdono nella fretta e nella rigidità delle azioni e dei pensieri. Quelle risorse che germogliano, impreviste, da connessioni mai osate, da desideri non riconoscibili, e da incontri imprevisti e occasionali. Come gli amori selvatici.

Nuccio Puleio